Bonjour Paris!
Il senso di un viaggio “lo fanno” gli uomini e le esperienze con le quali ognuno di noi si incontra e spesso si scontra! ………forse, oggi più che in altre occasioni, mi rendo conto che non si può pianificare il “senso di un viaggio”!
Mi ero fatta una certa idea su come sarebbe stata la “trasferta parigina”: bagno di arte e cultura ”condito” da buona musica d’autore.
Invece….. è stato molto di più! Non è facile riuscire a descrivere a parole le emozioni, la gioia e la spensieratezza che Parigi mi ha regalato in soli 5 giorni….. però, sò cosa non scorderò mai: il senso di LIBERTA’!
E’ stato il viaggio delle notizie belle e di quelle brutte (che purtroppo ti raggiungono anche in capo al mondo); dei “buchini allo stomaco” e delle “papole ai piedi”; delle “alucce di pollo” e dei pancake al caramello (boni!); delle nuove amicizie e dei nuovi “slang” (Dante, Shakespeare, Moliere sarebbero impalliditi!); dei piccoli litigi e degli slanci d’affetto.
Mi aspettavo di visitare una “metropoli europea” ed invece mi ritrovo in una “città metropolitana“ che ha saputo mantenere l’eleganza e la vivibilità della “piccola cittadina“………quando ho visto le corsie per le bici sono “impazzita” e con estremo rammarico ho pensato alla situazione catanese…..!?!
Di Parigi mi vengono in mente i colori: il verde dei giardini del Louvre; le tinte “accese” dei rosoni di Notre Dame; le tonalità delle ”pennellate impressioniste” conservate al Museo d’Orsay (un quadro su tutti ci ha intrattenuti in una “splendida” discussione “filosofica” sulle origini del mondo!)……. E’ una città dove i colori si inseguono, si raggiungono e si “mescolano” generando ”tavolozze colorate” del tutto particolari! E tutto questo ti fa venire ancora più voglia di ritornare in questa città perchè ti “viene il sospetto” che forse devi ancora “assaporarne” la parte più vera!
Ma Parigi è stato anche il viaggio della leggerezza; del “non prendiamoci troppo sul serio”; degli acquisti mancati; dei ”balli virtuali” alla corte di “Lady Oscar” e delle “routine reali” danzate in piena “boulevard” parigina !
Insomma, Parigi è Parigi…… e l’avevamo capito dall’inizio che sarebbe stato un viaggio “particolare”……..infatti, è bastato guardare in faccia il nostro “tassista”!
Serena















