Giuseppe Cucè, nuovo prodigio musicale del sud

E’ questo il titolo con il quale si apre una bella intervista che Giuseppe Cucè ha rilasciato pochi giorni addietro a Maria Chiara Caramagna, giornalista della testata online “CataniaOggi”.
In questo “momento storico”, così ricco, per Giuseppe, di “appuntamenti con la musica”, ci piacerebbe farvi conoscere anche il suo modo di essere e di pensare oltre che il suo modo di “fare musica”.
Nell’intervista che segue viene fuori “l’essenza” di una persona che “fa musica” per il piacere di farla approcciandosi però con la professionalità di colui che non lascia nulla al caso perchè è cosciente che “la musica non è un caso”!
Cataniaoggi non sa lasciarsi indietro i talenti, specialmente se parliamo di un artista conterraneo. È il caso quanto mai adatto di Giuseppe Cucè: giovane catanese che con la sua sensibilità musicale ha toccato magistralmente le corde degli ascoltatori più attenti. Ripeto con fermezza che al giorno d’oggi molti successi musicali scadono dopo poco tempo: l’abile Cucè porta in seno ai suoi pezzi la capacità di lasciare un segno nel pentagramma nazionale. “La mela e il serpente” è il titolo del suo lavoro in uscita a giugno nei negozi di dischi, ma le radio sembrano lasciarsi argutamente trasportare dai due singoli presentati dal cantante musicista: “La ballata di un fiore” e “Farfalle”, prodotti in cui convergono alta qualità ed esigenze di mercato, a dispetto di un ago della bilancia che ultimamente pende solo verso la seconda caratteristica… oltre alla prestigiosa produzione cantautorale, a Giuseppe Cucè è stato riconosciuto il talento interpretativo dell’immortale Luigi Tenco. Non si tratta di isolati complimenti, ma di un vero e proprio riconoscimento che il giovane andrà a ritirare in questi giorni in Francia: è stata realizzata infatti un’importante serata di omaggio al compianto cantautore, in cui Giuseppe sarà l’unico rappresentante italiano a rendergli memoria musicalmente… Inutile aggiungere ulteriori informazioni, dal momento che abbiamo avuto l’opportunità di offrirvi una sua intervista, per il quale Cataniaoggi lo ringrazia.
CHI E’ GIUSEPPE CUCE’?
Non so se Giuseppe Cucè è proprio un artista, forse è più un cultore della musica che attraverso di essa cerca di dire delle cose e anche di farsele dire…
QUANDO HAI INIZIATO A FARE MUSICA E A SENTIRTI UN CANTAUTORE?
Non ho mai avuto la consapevolezza di essere un cantautore, non mi sono mai sentito dentro “l’olimpo dei cantautori”. Ho iniziato collaborando con Gabriella Grasso (che ha fatto alcune musiche del mio album) e con altri musicisti, ma si è trattato di esperienze graduali. Inizialmente, quando ancora non ero un musicista, mi divertivo a scrivere dei testi in italiano su melodie di artisti stranieri e questo per me era come un esercizio… Sono convinto che un testo può nascere addirittura da una sola parola: “La ballata di un fiore” l’ho scritta in cinque minuti ed è stata la melodia ad adattarsi perfettamente al testo, come se esisteva già da tempo… Io cominciai a sentire il bisogno di dover suonare live, così mi rivolsi ad una mia amica musicista: riuscii ad avere attraverso lei il contatto di un violoncellista, ma disponevo solo di lui… per la voglia di portare a compimento comunque qualcosa che mi piaceva fare, ho fissato la data di mia musica dal vivo pur avendo un solo musicista a disposizione, nella speranza che avrei trovato gli altri! Così ho conosciuto una flautista, che a sua volta mi ha fatto conoscere un chitarrista…e la mia prima formazione fu violoncello (…la prima volta che l’ho sentito ho pianto e mi succede tuttora…), flauto, chitarra e voce.
COSA C’E NELLA TUA FORMAZIONE MUSICALE?
C’è tanta musica: da quella classica a quella tradizionale siciliana di Rosa Balistreri o delle vecchie serenate… Alla musica brasiliana di Vinicius De Moraes, Jobim, alla musica di Capo Verde di Cesaria Evora, a quella greca, a quella marocchina…
COSA C’E’ DENTRO IL TUO ALBUM?
Tutto quello che ho appena citato è dentro il mio disco: “La mela e il serpente è un “cous cous” di tante contaminazioni e soprattutto parla del sud del mondo, è un vero e proprio viaggio che chiamo il mio “cammino di Santiago de Compostela”. Parto dalla Sicilia, attraverso tutta la zona balcanica, arrivo in oriente, passo dal sudamerica toccando Cuba e Brasile, per poi ritornare nuovamente indietro alle mie origini siciliane… Ma non è solo un percorso “goegrafico” perchè io percorro gli stadi della mia vita, le mie evoluzioni: dai primi innamoramenti, al “viaggio della speranza” che ho compiuto in Cina per mio padre che necessitava un trapianto di cellule staminali. Ho cercato di filtrare attraverso le mie esperienze la vita che mi sta attorno: viene fuori sicuramente la mia percezione, ma chi mi ascolta a sua volta potrà filtrare la mia musica attraverso le sue esperienze e trovarvi il proprio senso. E’ un lavoro che sicuramente da solo non avrei potuto fare: è per questo che ringrazio chi mi ha fornito una collaborazione e in particolar modo Riccardo Samperi, di cui ho grande stima…
“LA MELA E IL SERPENTE”: COME MAI QUESTO TITOLO?
Io mi trovo tra la mela e il serpente. Nel buddismo si ricerca l’illuminazione di se stessi e all’interno di essa risiede il male potenziale e il bene potenziale: l’essere umano compiendo una scelta pende verso uno di questi aspetti…che per me sono “la mela e il serpente”.
PERCHE’ FAI MUSICA…?
E’ come chiedere a qualcuno “perchè ami quella persona?”: quando ami veramente non ci sono parole per spiegare o motivare un sentimento. So che è nata, ma non ne so il perchè, nè il quando…Io faccio musica perchè ne ho un’esigenza inconscia, ho bisogno di dire delle cose e anche di sentirmele dire…
CON CHI DESIDERI COLLABORARE MUSICALMENTE?
Mi piacerebbe collaborare con personaggi come Franco Battiato, Vinicius De Moraes o anche Mario Venuti e Carmen Consoli, artisti che stimo molto e che hanno contaminato il mio modo di fare musica. Se poi tornasse in vita Tenco, ci collaborerei a vita…!!!
SE NON AVESSI FATTO IL CANTANTE, CHE MESTIERE AVRESTI INTRAPRESO?
Il filosofo…! La musica per me è stata sempre la condizione per cui agevolare quella che è la “ricerca del valore” su di me e sugli altri.
DESIDERIO DI CARRIERA?
Riconoscimento di un lavoro e un percorso sincero, una gratificazione basta…Non ho grandi aspettative, voglio solo un piccolo spazio che mi consenta di fare musica in giro per il mondo anche nei piccoli club.







